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Olio di semi vari, facciamo chiarezza

Pubblicato da Staff Herbalitalia in Alimentazione · 15/11/2013 10:37:30
Tags: OlioDietaOmega3Omega6

Pregi e difetti dell'olio di arachidi, di girasole, di mais, di soia.
Sicuri di sapere tutto sugli “oli di semi”? Sull’olio alternativo all’olio di oliva, infatti, circolano numerosi luoghi comuni duri a morire.

Vediamone i principali:
- Dietro la denominazione un po’ generica “olio di semi” si nascondono in realtà tante diverse tipologie di olio: di semi vari, di arachidi, di girasole, di mais, di riso, di soia…
- Non sono più “leggeri” dell’olio di oliva: dal punto di vista calorico un grammo di olio di semi contiene le stesse calorie (9) di un grammo di olio d’oliva.
- Non è vero neanche che siano più adatti alle fritture né che siano più digeribili.

Olio di semi contro olio di oliva
Rispetto all’olio di oliva, gli oli di semi sono meno buoni al gusto e non provengono dalla spremitura di un frutto: vengono infatti trattati con solventi chimici e poi purificati.
I fattori positivi? Costano molto meno. E contengono gli acidi grassi polinsaturi (i cosiddetti “grassi buoni”), tra cui anche quelli essenziali e “salvacuore” come gli Omega 3 e Omega 6. Inoltre apportano vitamina E, che aiuta a combattere i radicali liberi, le scorie dell’organismo, e la vitamina B6, che fa bene al cuore, contrasta le sostanze cancerogene provocate dal fumo di sigaretta e può contribuire a migliorare l’umore.

Ma quali sono le caratteristiche degli oli di semi più diffusi?
- Olio di semi vari – Il più diffuso, poco costoso, è però anche poco adatto all’alimentazione: si deteriora facilmente alle alte temperature, quindi non va usato per le fritture.
Inoltre, è poco saporito se usato a crudo.
- Olio di semi di arachidi – Molto usato per la produzione di maionese e margarina, al gusto risulta più gradevole e ha anche un potere anticolesterolo.
- Olio di semi di girasole – Contiene tanta vitamina E (cinque volte di più che nell’olio di oliva) e ha proprietà anti-trigliceridi. Ha un’alta percentuale di acido linoleico, un grasso “buono” che però, se consumato in grandi quantità, può creare problemi al fegato e al cuore. Senza contare che si tratta di uno dei tipi più contraffatti.
- Olio di mais – Contiene molti grassi “buoni”, ma non è adatto alle fritture perché, a lungo andare, sprigiona sostanze nocive all’organismo (a meno che non si frigga poco cibo e rapidamente).
- Olio di riso – Contiene il gamma-orizanolo, che ha effetti regolatori del colesterolo. Ma usato crudo quasi non ha sapore.
- Olio di soia – Pur essendo tra i più usati al mondo, è anche quello dalla minore efficacia antiossidante. Irrancidisce rapidamente ed è poco resistente alle alte temperature. Ma ha pochissimi grassi saturi (i grassi “cattivi” per l’organismo).
Fonte: Staibene

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